EX CASERMA LUPI

ANNO: 2016-2018

CLIENTE: COMUNE DI FIRENZE

POSIZIONE: FIRENZE

PARTNER: CAMAXX WORKSHOP

PROGETTO SELEZIONATO PER LA SECONDA FASE

Concorso internazionale in due fasi per la realizzazione di un nuovo insediamento nell'area dell'Ex Caserma Lupi di Toscana

La caserma Lupi di Toscana, abbandonata da molti anni e in stato di avanzato degrado, si trova nel quadrante sud-ovest del Comune di Firenze. La sua presenza ha determinato la totale estraneità dell’area allo sviluppo che nel tempo ha interessato questa zona della città al confine fra il Comune di Firenze e il Comune di Scandicci. Dal 2015 la caserma è proprietà del Comune di Firenze, che ha deciso di demandare la pianificazione dell’area ad una competizione internazionale affinché dal confronto di idee possa emergere la migliore soluzione per realizzare un nuovo pezzo di città. L’obiettivo è quello di realizzare un nuovo insediamento prevalentemente residenziale. L'area ha grandi potenzialità, è servita dalla linea 1 della tramvia ed è già parzialmente urbanizzata, per poter ripensare ad un nuovo insediamento caratterizzato da un equilibrato mix funzionale, non più circoscritto al “recinto” della caserma, ma aperto alla città.

La proposta progettuale per il nuovo insediamento, mira a realizzare un intervento vicino ai suoi abitanti e con uno sguardo puntato verso la sostenibilità e l'innovazione al fine di ottenere un ambiente edificato gradevole, funzionale, accessibile, efficiente sotto il profilo delle risorse e che, favorendo l'utilizzo di fonti di energia rinnovabile, punti a recuperare piuttosto che sprecare, risultando così rispettoso dell'ambiente e competitivo in termini di costi.
L'attenzione viene focalizzata sul rispetto dei segni caratteristici del territorio, sulla qualità degli spazi come luoghi e paesaggi del quotidiano, sulla flessibilità che tali spazi devono avere per meglio adattarsi alle mutevoli esigenze della nostra vita e sulla capacità di crescere secondo uno schema innovativo che prevede l'auto-completamento da parte degli abitanti insediati delle porzioni di lotto lasciate libere durante le prime due fasi del progetto.
Quindi non solo una attenta progettazione dell'abitare e delle sue relazioni con il territorio circostante, i segni urbani preesistenti e le infrastrutture (non case ma città), ma anche e soprattutto un approfondimento sulle tematiche quali la sostenibilità, la qualità architettonica degli edifici e dello spazio pubblico. Questi aspetti concorrono a determinare quegli ambiti relazionali e di socializzazione utili a realizzare una città 2.0 capace di ospitare vita 2.0. La forte relazione con il territorio circostante ha generato un quartiere agro urbano eco sostenibile, una porzione di città dove il confine tra urbanizzazione e campagna è sempre piu’ sottile.