STUDIO di FATTIBILITA' PISTA CICLABILE VIADOTTO GRONCHI

FFFLNG ARCHITETTURA MASSIMILIANO FOFFO ALESSANDRO LUNGO VIADOTTO GRONCHI ROMA PISTA CICLABILE III MUNICIPIO HIGH LINE DI ROMA MOBILITA' SOSTENIBILE

ANNO: 2013

CLIENTE: Comune di Roma, Roma Servizi per la Mobilità

POSIZIONE: ROMA, III Municipio, Viadotto Giovanni Gronchi

PARTNER: IT Ingegneria dei Trasporti

Il Viadotto Giovanni Gronchi (Viadotto dei Presidenti)

Costruito nel 1993 e aperto al pubblico dopo il 1996,  nasce come il ramo di un asse viario che avrebbe dovuto collegare l’intera parte est della città da Fidene alla Laurentina. Viene costruito solo l'ultimo tratto e predisposto per il passaggio di una ferrovia leggera. Ma dal momento della sua costruzione lo spazio destinato alla ferrovia è stato trascurato e lasciato in abbandono. Gli accessi sono rimasti incompiuti e le strutture già realizzate sono state degradate ed utilizzate impropriamente. Questa superficie abbandonata fatta di cemento e rifiuti è stata lasciata in balia del degrado ed è diventata uno scenario inconsueto e surreale che taglia ogni connessione all’interno del Municipio, sia ambientale che insediativa che sociale.  La parte centrale mantiene forma e dimensioni costanti lungo tutto il tragitto con una sezione di 8 m di cui 6 m ad una quota inferiore rispetto la strada (superficie prevista per la posa dei binari) e 2 m rappresentati da strutture prefabbricate in c.a. poste ai lati (alloggiamenti tecnici e banchine).  Ulteriore separazione di questo sistema dalle corsie carrabili, è la presenza di margini di vegetazione spontanea con sezioni variabili e in alcuni casi notevoli di interesse. Lungo il percorso che va dal Parco delle Sabine, fino ad incrociare via della Bufalotta, si incontrano due strutture in cemento armato, composte da rampe e scale che sarebbero dovute servire per accedere al servizio di trasporto tranviario. Le ipotetiche stazioni, oggi risultano essere veri e propri punti di degrado e pericolo.  Questi spazi sono posizionati in zona Serpentara e Vigne Nuove, in posizioni baricentreiche rispetto l’asse del percorso. La “stazione” in zona Serpentara è caratterizzata dal passaggio sopraelevato sia delle carreggiate stradali che dal percorso centrale. Tutto il sistema quindi è rialzato su pilone a una quota di circa 6 m, lasciando sotto un’area verde di grandi dimensioni che oggi ospita in parte un’area cani recintata. La seconda struttura, quella di via delle Vigne Nuove si trova ad una quota differente rispetto alla prima, con una situazione completamente capovolta, con le carreggiate del Viadotto che passano sotto una piazza di ingresso alla “stazione”. La struttura quindi è composta su due livelli, una piazza superiore e il percorso centrale ad una quota inferiore, connessi tra loro tramite rampe e scale. Anche in questo caso la struttura è su piloni di cemento armato. La piazza superiore ha un’accesso centrale in un giardino residuale che riempie la grande rotatoria di via delle Vigne Nuove. Gli accessi sono due e sono presenti in entrambi i lati, caratterizzati da due rampe e due scale per lato, dato che la piccola piazza d’ingresso è a una quota di meno -2m circa rispetto il livello strada. Il tratto compreso tra la stazione di Vigne Nuove e Via Renato Fucini è caratterizzato dalla presenza di un tunnel che permette il passaggio del percorso sotto le due carreggiate nel punto in cui esse si avvicinano.

Soluzione progettuale

L’intero percorso attrezzato è studiato con l’obiettivo di recuperare il suolo che era destinato alla linea tramviaria, con una precisa strategia ambientale che garantisce il completo ripristino dell’utilità di questo spazio. La sezione di 6 m viene ripensata con un percorso ciclabile, uno pedonale con attrezzature per lo sport e la sosta e uno atletico riservato alla corsa e al jogging. Nel’ottica del recupero anche le demolizioni sono ridotte al minimo quindi, le pavimentazioni si innestano su quella esistente, e i comparti tecnici laterali servono per ospitare vegetazione, arredo e impianti  tra cui il sistema di illuminazione. I tracciati dei tre percorsi vengono realizzati sfruttando la pavimentazione in cemento esistente come base solida, con una posa in opera di un massetto in cls e un tappetino di usura di colore rosso/arancio sopra per la pista ciclabile, azzurro per quella atletica e chiara per lo spazio pedonale. La pista ciclabile è a doppio senso di marcia con una sezione di 2.5m, mentre quella per il jogging è di 1.20m e i restanti 2.5m sono destinati ai pedoni. I punti d’ombra invece sono caratterizzati dalla presenza di  blocchi di alberature tipo Pitosforo (sempreverde) disposte a filare, distanti 10 m l’uno dal’altro. Questi vengono interrati nei cassoni perimetrali preesistenti in cemento armato, ai quali vengono ancorate lateralmente delle sedute rettangolari in legno, posizionate tra gli alberi.  L’impianto di illuminazione dell’intero percorso è studiato con un sistema di pannelli fotovoltaici integrati. Anche il sistema dello smaltimento delle acque meteoriche esistente viene recuperato. Importante aspetto è quello legato alla riqualificazione dei margini verdi che, grazie all’inserimento di nuove alberature sempreverdi e arbusti di arredo, separano il percorso dal sistema carrabile, proteggendolo e garantendo nello stesso tempo nuovi punti d’ombra.